Sfide e preoccupazioni: La crisi nel Mar Rosso minaccia anche l'import




2024-02-06

La crisi dei traffici via mare nel Mar Rosso e nel canale di Suez sta innescando serie preoccupazioni per gli scambi commerciali tra Italia e Cina, con impatti significativi non solo sulle esportazioni italiane ma anche sulle importazioni fondamentali per il settore manifatturiero nazionale. Organizzazioni come l'Associazione Italiana Commercio Estero (Aice) e il Italy China Council Foundation (Iccf) hanno dedicato un webinar al tema, focalizzandosi sulle implicazioni della crisi del canale di Suez sulla rotta commerciale tra Cina ed Europa.

David Doninotti, Segretario Generale di Aice, ha espresso profonda preoccupazione, evidenziando come le imprese, specialmente quelle con operazioni internazionali, stiano affrontando difficoltà a rispettare i contratti di fornitura a causa dei ritardi negli approvvigionamenti. La crisi ha colpito in particolare la rotta Italia-Cina via mare, che rappresenta il 40% del totale dell'import-export che attraversa il canale di Suez, con un valore di 154 miliardi di euro. Pechino è il principale partner per le importazioni via mare italiane e il terzo paese di destinazione per le esportazioni, dopo gli Stati Uniti e il Regno Unito.

Alessandro Panaro, responsabile del dipartimento Marittimo del centro studi Srm collegato a Intesa San Paolo, ha sottolineato che sebbene l'infrastruttura del canale di Suez non sia chiusa, i transiti sono scesi in media a 58 al giorno, rispetto ai 71 precedenti alla crisi. Ciò ha portato a una diminuzione del 55% nei transiti di portacontainer, con conseguenti impatti sui porti italiani più coinvolti nel traffico di contenitori, come Genova, Gioia Tauro, Trieste e La Spezia.

Umberto Ruggerone, presidente di Assologistica, ha contestualizzato la crisi nel Mar Rosso all'interno di una situazione già difficile per l'Italia, con interruzioni sugli assi stradali e ferroviari transalpini. Ha sottolineato la necessità di affrontare le criticità in modo globale, coinvolgendo rappresentanti della logistica e della committenza in tavoli di discussione a livello ministeriale.

Riguardo alle strategie operative, si è suggerito di diversificare i rischi di trasporto via mare, imbarcando i carichi su più navi e rotte diverse. La via ferroviaria è emersa come valida alternativa, nonostante alcune difficoltà, superando anche la costosa opzione della via aerea. Giampaolo Botta ha concordato sull'opportunità di utilizzare il trasporto ferroviario per affrontare le attuali criticità.

Prospettando il futuro, si sono ipotizzate possibili riconfigurazioni nel trasporto merci, come l'uso di navi più piccole e un ritorno all'approccio "just-in-case". Il managing director di Furlog, Giuseppe Buganè, ha evidenziato la decarbonizzazione come tema chiave per la prossima evoluzione delle supply chain a livello globale



Fonte: www.shippingitaly.it/2024/02/05/la-crisi-del-mar-rosso-mette-in-difficolta-154-miliardi-di-interscambio-italia-cina/